mercoledì 31 maggio 2017

Il Fisco come un'idrovora


Come l'acqua e la corrente elettrica, anche il Fisco sceglie la via più breve e praticabile col minimo dispendio energetico per propagarsi ed assecondare la sua differenza di potenziale economico.
Agisce come un'idrovora, risucchiando e prosciugando per prime le riserve d'acqua meno consistenti.
Ma, come un'idrovora, non può che agire esclusivamente su di una serie di pozze d'acqua in qualche modo collegate tra loro; è incapace, infatti, di esplicare la sua azione drenante a danno di tante altre pozze d'acqua che persistono indisturbate in altri bacini.
Questi bacini rappresentano esattamente, sempre rimanendo in metafora idraulica, ciò che comunemente si definisce "il sommerso".


Il sommerso in Italia è rappresentato ad esempio dagli emolumenti su estero o mascherati al fisco, corrisposti dai poteri sovranazionali ai politici che asservono i loro interessi sul territorio italiano. Il fatto che non solo i singoli politici ma perfino lo stesso Stato italiano sia titolare di conti correnti dislocati in paradisi fiscali, è una delle prove di quanto esso non sia affatto espressione dei propri sudditi ma, come sosteneva Bakunin, un ente parassita di una società civile.
Ma non apriamo questo discorso, andiamo avanti nell'esposizione.


Il bacino sommerso più consistente è notoriamente quello alimentato dalla fiorente industria del crimine che avrebbe solo limitatissime possibilità di operare se non fosse strettamente implementato allo Stato. Soprattutto al giorno d'oggi, con tutte le tecnologie pervasive e di controllo di cui si dispone, nessun ente criminale, per quanto organizzato, avrebbe possibilità di prosperare all'infinito se non fosse strettamente in affari con lo Stato stesso. Sarebbe infantile immaginare il contrario.
Già durante il ventennio fascista, quando sì e no esisteva una rete telefonica, per risolvere il problema della Mafia istituita dai padri risorgimentali - in particolare da Mazzini - in Sicilia e negli USA, Roma inviò il famoso Prefetto "di ferro" Cesare Mori che non ci mise più di tanto ad estirpare il fenomeno dall'isola e rientrare a Roma, semplicemente svolgendo delle indagini e traendo in arresto tutti i mafiosi insistenti sul territorio.
Ma un focolaio di sedicenti "uomini d'onore" continuava ad operare all'epoca negli USA e fu per organizzare la logistica necessaria allo sbarco in Sicilia e minare la resistenza che gli americani assegnarono pieni poteri all'allora detenuto Lucky Luciano per riorganizzare la Mafia in Sicilia. Da allora il legame tra questa organizzazione criminale e gli USA è stata imprescindibile, soprattutto per quanto riguarda i traffici di armi e droga, campi nei quali gli USA primeggiano nel mondo, ed anche quale manovalanza politica sul posto, intesa sia a livello legislativo che di intelligence, con annessi e connessi.
Il ruolo funzionale dei criminali etichettati come tali dal Sistema ad essi colluso, è unicamente quello di perpetrare azioni illegali nell'interesse delle dinamiche di Stato; infatti vengono immediatamente individuati ed arrestati, col pignoramento di tutti i loro beni, se si azzardano ad investire in attività legali redistribuendo la ricchezza accumulata. Ciò contrasterebbe con i piani di dissesto ed impoverimento del Paese.
Chi non conosce queste elementari realtà storiche e sociali dovrebbe evitare di esprimere opinioni demenziali sul fenomeno mafioso ed i suoi "presunti" legami con lo Stato.

Il sommerso di cui si parla di più è quello, irrisorio se paragonato ai primi due bacini, costituito dalla produzione economica attuata da piccoli imprenditori più o meno disperati che solo eludendo l'iniqua pressione fiscale riescono a sopravvivere, creare posti di lavoro ed a creare gettito IVA ogni qual volta acquistano beni dal mercato ufficiale grazie alla possibilità economica offerta dai loro incerti guadagni. Al di là del millantato danno arrecato all'erario, c'è sempre da tener contro che la colpa principale di questo sommerso, esattamente come l'emerso derivante dal riciclaggio di denaro sporco (vedi paragrafo precedente), è quella di far crescere l'economia del Paese, obiettivo diametralmente opposto a quello perseguito dalla criminale pianificazione governativa. Purtroppo, questo sommerso è quello più facile da identificare e più perseguito per principio, soprattutto se è messo in atto da cittadini italiani residenti nel Paese. 

Molta più tolleranza è adottata per i cittadini stranieri a cui è concesso fare un po' quello che pare a loro fino a che non danno troppo nell'occhio come nel caso di grosse imprese cinesi. Ma sia i contabili che gli investigatori del Fisco non sono tenuti a conoscere il cinese é altre lingue aliene alla nostra formazione. Così come un Tutore dell'Ordine per mera pigrizia può mostrarsi a volte più accondiscendete con un cittadino straniero che non riesce a capire, anche il Fisco preferisce perseguitare coloro che parlano la sua stessa lingua.

Articolo ripreso da I Truffatori